Il datore di lavoro si può rifiutare di accettare una pratica di Cessione del Quinto dello stipendio?

Ottenere la Cessione del Quinto del proprio stipendio è un diritto del lavoratore.

Al cliente lavoratore che ne fa richiesta, in via quasi esclusiva dipendete di azienda privata, può accadere che il datore di lavoro abbia un atteggiamento ostativo e si rifiuti di rilasciargli il certificato di stipendio o salario, propedeutico alla concessione del finanziamento.

In questo caso commette una omissione di atto di ufficio. Per risolvere questo problema le Banche o gli istituti Finanziari procedono all’istruttoria della richiesta anche in assenza di tale documento, richiedendo però ulteriore documentazione come le ultime 3 buste paga, estratti contributivi per verificare l’effettiva anzianità di servizio del cliente e il cud dal quale è possibile evincere il tfr accantonato in azienda dal cliente.

Effettuata l’istruttoria della pratica la banca o l’intermediario finanziario procedono a notificare l’atto di cessione in azienda.
A quel punto Il datore di lavoro non può rifiutarsi di accettare la richiesta di Cessione del Quinto e ne da approvazione rilasciando a chi ha notificato l’atto il cosiddetto “documento benestare” necessario per l'erogazione del finanziamento.

E’ facoltà invece del datore di lavoro concedere al proprio dipendente la delegazione di pagamento. Solitamente le modalità di concessione di questa seconda trattenuta in busta paga viene regolata attraverso una convenzione sottoscritta tra la banca ed il datore di lavoro.